Un vecchio errore

Un vecchio errore vuole inseguirmi
e incatenarmi e transcinarmi lì davanti
ad ogni specchio per dirmi: guardati…

io non mi guardo, giro lo sguardo…
la so a memoria fin troppo questa storia
è uguale che non ci sia o che ci sia…

ci provi lo specchio
a inghiottire nell’apparenza
l’orgoglio – è quello che voglio –
della mia assenza

vedi, ho pagato già
il mio soldo di verità…

un vecchio errore pagato caro, un gesto avaro,
avevo il cuore duro allora…
ero più amaro… ero più giovane…

niente di niente… spiega alla gente
cosa vuol dire, cosa vuol dire amare l’amore,
senza mai fare neanche un errore…

ci provi lo specchio a inghiottire
nella sua acqua cupa
non l’apparenza, ma il volto
che l’assenza, sciupa…

vedi, vedi… ho pagato già
il mio soldo di verità…

un vecchio errore pagato caro, un gesto avaro,
avevo il cuore duro allora…
ero più amaro… ero più giovane…

niente di niente… spiegalo alla gente
cosa vuol dire, cosa vuol dire amare l’amore,
senza mai fare neanche un errore…

 

Paolo Conte – parole d’amore scritte a macchina

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