Vodafone, mi avrebbe avvisato?

Ieri pomeriggio, poco dopo le ore 17, ricevo un SMS da Vodafone Info Traffico che mi comunica che il traffico effettuato col mio telefonino e non ancora fatturato nel mese di ottobre ammonta a 60,47 euro IVA esclusa.
Un messaggio simile l’avevo ricevuto qualche giorno prima ma la cifra si attestava sui 30 euro.

Io ho un iPhone e un contratto Mobile Internet che mi consente, pagando 10 euro al mese, un traffico dati fino a 2 GB. Insospettito, vado sul sito Vodafone e controllo il dettaglio del mio traffico. Mi accorgo che quasi ogni giorno mi vengono addebitati 2,250 euro per Traffico Dadi Internet Mobile.

Chiamo immediatamente il 190 per verificare che non mi abbiano disattivato l’opzione -è già successo due volte questa estate- ma la cortese Giovanna mi tranquillizza dicendomi che l’opzione è ancora attiva ma che non è in grado di visualizzare il mio estratto conto e mi consiglia di chiamare il 42330 per parlare con un operatore.
Chiamo il numero fatato e l’operatore mi confessa di non poter visualizzare il mio stato in quanto non ancora fatturato; mi consiglia di chiamare il 190 (!)
Richiamo il 190 e a questo punto la gentilissima Paola mi rassicura ancora una volta dicendomi che la promozione è attiva ma, per un loro problema tecnico, il primo quarto d’ora di comunicazione giornaliera, è stato erroneamente riconosciuto come traffico fuori soglia.

Stia tranquillo, mi dice Paola, le verranno stornati i dati erroneamente addebitati. :-)

Negli ultimi dieci anni ho auto a che fare diverse volte con il servizio clienti di Vodafone Italia e devo dire che la cortesia e la preparazione degli operatori è davvero ineccepibile.

Devo però confessare una domanda che mi sorge spontanea:
Se non avessi chiamato il 190, Vodafone si sarebbe accorta dell’errore?
Mi avrebbe avvisato e rimborsato?

meditate, gente, meditate …

La Telektron

.. E ripenso alla Telektron, o Teletruffa come la chiamavano quelli della Sip.

Era l’azienda di un ex dipendente Sip, appunto, nata grazie alle sue conoscenze; prendeva appalti dalla società telefonica per l’installazione delle apparecchiature nelle centrali telefoniche in tutta la Liguria.

Eravamo meno di quaranta persone divise in tre settori principali: Centrali urbane e interurbane, Tramissione Dati e Impianti Interni Speciali. E poi c’erano le donne, le bobinatrici, che per lo più restavano in sede a realizzare cablaggi, costruire bobine e ricondizionare i vecchi apparecchi telefonici. Erano i primi anni settanta, l’elettronica stava lentamente sostituendo la tecnologia elettromeccanica e il costo della mano d’opera rendeva ancora conveniente “aggiustare le cose”.

Mio padre era il responsabile del settore Centrali e io fui assunto come apprendista che non avevo ancora diciotto anni . Ero il figlio del capo e per questo ricevevo da lui sonori ceffoni davanti ai colleghi per dimostrare  che ero trattato “come chiunque altro”..

Ma la vita in Telektron era meravigliosa; i lavori ci portavano ovunque in tutta la Liguria. Da Santo Stefano Magra ai Balzi Rossi di Ventimiglia. Spesso si partiva il lunedì mattina col mezzo aziendale carico di materiale e  borse attrezzi e si tornava il venerdì. Eravamo squadrea di due o quattro colleghi e finito il lavoro condividevamo il resto della giornata. Ero il più giovane della truppa e il rapporto coi grandi rafforzava in me grandi amicizie verso gli allora maestri di vita.

Ripenso alla Telektron, quando alla mattina ancora assonnato entravo prima delle otto nel fondo di via Passaggi col pavimento verniciato di rosso e attendevo di conoscere la prossima “missione”.

Li ricordo ancora tuuti i miei colleghi compagni di avventure. Con alcuni condividevo la passione per la musica e passavamo ore a parlare e ad ascoltare mille volte gli stessi pezzi per analizzarli sotto tutti gli aspetti.
Con altri parlavo delle mie insicurerzze di adolescente, delle mie cotte per la ragazza di turno e di come affrontare l’appuntamento di fine settimana.

Ricordo gli autunni e le primavere in riviera o nei paesini magici sulle montagne che separano la Liguria dal Piemonte. Ricordo Molini di Tiora, Arma di Taggia, Dolce Acqua, Vallecrosia,  Pieve di Teco, Nava, Aquila D’Arroscia, Zuccarello, Balestrino, Toirano, Mallare, Pallare, Giusvalla, Mioglia, Piana Crixia, Pareto e poi Torriglia, Montebruno, Fontanigorda, Ottone, San Colombano, Casarza, Carrodano, Aulla, Podenzana. posti belli e meno belli che hanno fatto da cornice per quasi dieci anni dei miei girovagare.

Forse è perché fa parte dei ricordi di gioventù e le cose negative si sono stemperate negli anni ma ripenso a quel periodo come a uno dei più belli della mia vita; denso di ricordi, volti,  sapori, profumi, colori, suoni e gioia di vivere.