Think Different!

Chi ricorda i computer per uso personale degli anni ’82-83?

Tra i pochi c’erano il Commodore e lo ZX Spectrum.
Parlavano il linguaggio BASIC e utilizzavano le audio cassette per caricare e salvare i programmi pazientemente inseriti tramite linee di codice o acquistati “piratati” dal negozietto di Via San Vincenzo o di Piazza De Ferrari.

Ricordo le trasmissioni radio sperimentali della RAI dove si parlava dei calcolatori elettronici e della rivoluzione che avrebbero, nel giro di pochi anni, portato nelle nostre case. Verso la fine del programma venivano diffusi nell’etere gracchianti melodie che non erano altro che codice comprensibile dai nostri computer i quali, una volta ascoltata la “canzone”, visualizzavano sul televisore giochini o semplici programmi di grafica.

Già, in genere i computer si collegavano ad una tv sintonizzata sul canale 36 oppure a un bel monitor a fosfori verdi o ambra e solo i più fortunati potevano permettersi un monitor a colori che garantiva tutta la qualità dei 256×192 pixel (320×200 nel caso del C64) a 16 colori.

Chi all’epoca aveva il Commodore da “grande” passò al Pc, mentre chi aveva lo Spectrum passo al Macintosh. Non era una regola scientifica ma, almeno tra i miei amici, in genere andò così.

Nel 1984 io ho avuto la fortuna di acquistare un Apple Macintosh 128 e una stampante ad aghi ImageWriter. Il computer, come dice il nome, aveva 128Kb di RAM, un floppy disk da da 3,5″ della capacità di 400Kb, nessun disco fisso e il mouse. Il cosa? Sì, il mouse nel 1984 e con un tasto solo.
Il sistema operativo prevedeva un’interfaccia con icone e finestre e il “Finder” –rubato a Rank Xerox dirà poi qualche maligno- il tutto rigorosamente in bianco e nero. Vi erano poi alcuni programmi come “MacWrite” e “MacPaint” dei quali conservo ancora i dischetti originali.

 

hello

 

Lascio intuire a chi non conosce questa storia cosa facessero i vari programmini ma voglio raccontarvi dello stupore che provai, assieme ad alcuni amici, nel vedere i disegni, fatti sul monitor attraverso il mouse, trasportati con fedeltà su carta tramite la stampante ad aghi.
Forse è difficile da comprendere oggi, ma all’epoca le stampanti riportavano su carta (moduli continui con i bordi perforati) solo righe di testo rigorosamente in COURIER e spesso solo in maiuscolo.
La possibilità di disegnare in modo estremamente intuitivo e facile sullo schermo e di poter poi stampare su un comune foglio di carta con semplicità e rapidità era per noi una vera magia.

The Computer for the rest of us” era lo slogan di Apple di quell’anno e noi ci sentivamo parte di “the rest of us”; era il futuro che si stava realizzando.

 

 

 

E poi sono venuti i programmi di musica, di disegno tecnico, di calcolo, di archiviazione, di navigazione interattiva ma soprattutto, grazie al Mac, sono arrivare occasioni di vita e di lavoro che mi hanno accompagnato sino ad oggi.

 

Chi non ha passato le notti cercando di piegare al proprio volere le “infinite” possibilità che offrivano quei primi fantastici programmi non può capire.

Non vuole essere un discorso presuntuoso il mio. Ognuno ha sicuramente una storia fantastica e unica legata al mondo dei computer, magari anche più interessante.

Questo è soltanto un ricordo dell’inizio della mia avventura. Attraverso Apple ho avuto la possibilità di conoscere e lavorare con persone con le quali ho condiviso lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di realizzare cose uniche che all’epoca sembravano eroiche.
Io non ho conosciuto personalmente Jobs ma negli anni ottanta e novanta ho lavorato per Apple Italia con persone che l’hanno conosciuto e ne sono state contagiate e che mi hanno trasmesso la loro stessa pazzia.

Su YouTube ho trovato questo breve spot:

 

Dai primi anni ottanta mi riconosco nei “folli” che pensano in modo diverso. Non ho la presunzione di poter cambiare il mondo, mi sento però in dovere di porgere un saluto personale a chi, anche se indirettamente, ha cambiato la mia vita.

addio Steve, grazie di tutto

Alla fine se n’è andato..

Alla fine se n’è andato.. Ho aiutato Lorenzo a portarlo giù dalle scale e mentre mi distraevo un attimo Lui si è fatto caricare sul Berlingo e senza dire una parola, senza muovere un solo bottone, Lui, se ne è andato..

Era quasi quindici anni che stava a casa mia.. Neanche un po’ di riconoscenza per come l’ho trattato.. Forse si è offeso per averlo sostituito con un “fratellino” più piccolo.. Si probabilmente è andata così.. Ma non l’ho abbandonato. L’ho affidato a chi sicuramente lo guarderà più spesso di quanto abbia fatto io negli ultimi anni.

Addio mio caro Sony KP 41s4, grazie di tutto..

Impressioni di aprile..

Grazie davvero

Piove gia’ piove piano
piove su di me.
Viene il giorno viene piano
quieto qui da me piove gia’, ah ah
piove gia’, ah ah.
Suona gia’ sullo stagno
cade senza eta’
sui colori gioca piano
l’acqua senza eta’.

Piove sul mondo da vivere
piove sul giorno che e’ qua
piove sul tempo che arrivera’.
Grazie davvero di vivere
grazie del giorno che e’ qua
grazie del tempo che arrivera’.

Piove gia’ piove piano
piove su di me.
Viene il giorno viene piano
quieto qui da me piovera’, ah ah.

Premiata Forneria Marconi – Storia di un minuto (1971)

L’atleta

Lunedì sera ho preso una brutta storta mentre scendevo da un gradino di 40 cm. Mi s’è girata la gamba destra, quella col ginocchio col legamento crociato anteriore rotto, e ci sono caduto sopra col mio “dolcepeso”.

Morale in un paio d’ore avevo un melone al posto della rotula e un male cane che non m’ha fatto riposare per due giorni.

Stamattina ho fatto i raggi e pare non ci siano ossa rotte. Tra un’oretta ho appuntamento con l’ortopedico che penso mi farà fare una risonanza magnetica e poi si vedrà.

Al momento giro in casa con le stampelle.. O_o

La neve, il bianco e nero, la memoria

Sarà per via dei vecchi film visti al cinematografo quando ero bambino che erano sempre in bianco e nero, almeno quelli che i miei nonni mi portavano a vedere -Totò, Franco e Ciccio, Stanlio e Ollio… – che i racconti, che all’epoca mia madre e di mia zia mi facevano sulla loro infanzia trascorsa al paesino natale, materializzavano nella mia mente di bimbo scene di vita rigorosamente in bianco e nero.

Pellegrino Parmense, un piccolo e sconosciuto paese non lontano dalla più famosa Salsomaggiore, era il teatro di tanti raconti di giovani ingenui ragazzi che si divertivano con le poche cose lasciate dalla guerra. Racconti di contrasti tra chi è stato partigiano e chi non lo era, di soprusi e di violenze, di amori proibiti, di gite in bicicletta, di bagni nello Stirone, di “tosone” regalato dal fattore che produceva il Parmigiano, di osti che davano il vino a bambini che non avrebbero più smesso di apprezzare. Storie di bis-nonni severi che lavoravano nei campi, di zii che guidavano le corriere, di inverni rigidi con nevicate immacolate, di scarpinate interminabili sotto la neve per andare a scuola.

Sarà per via di questo mio modo di visualizzare il passato in bianco e nero che in questi giorni trascorsi in montagna, durante una passeggiata in solitaria con le racchette da neve, guardando i monti che mi circondavano, mi sono lasciato trasportare dal tempo rallentato che regala a volte la neve quando scende, quando ammanta alberi e sentieri, quando ovatta i sensi e il pensiero, quando ruba i colori alle cose e a tutto quello che tocca.
E ho rivisto davanti a me le scene di vita dei miei avi. E ho pensato al tempo e al suo scorrere così diverso quando siamo in “stato di grazia” con noi stessi e con l’ambiente che ci ospita.

Vodafone, mi avrebbe avvisato?

Ieri pomeriggio, poco dopo le ore 17, ricevo un SMS da Vodafone Info Traffico che mi comunica che il traffico effettuato col mio telefonino e non ancora fatturato nel mese di ottobre ammonta a 60,47 euro IVA esclusa.
Un messaggio simile l’avevo ricevuto qualche giorno prima ma la cifra si attestava sui 30 euro.

Io ho un iPhone e un contratto Mobile Internet che mi consente, pagando 10 euro al mese, un traffico dati fino a 2 GB. Insospettito, vado sul sito Vodafone e controllo il dettaglio del mio traffico. Mi accorgo che quasi ogni giorno mi vengono addebitati 2,250 euro per Traffico Dadi Internet Mobile.

Chiamo immediatamente il 190 per verificare che non mi abbiano disattivato l’opzione -è già successo due volte questa estate- ma la cortese Giovanna mi tranquillizza dicendomi che l’opzione è ancora attiva ma che non è in grado di visualizzare il mio estratto conto e mi consiglia di chiamare il 42330 per parlare con un operatore.
Chiamo il numero fatato e l’operatore mi confessa di non poter visualizzare il mio stato in quanto non ancora fatturato; mi consiglia di chiamare il 190 (!)
Richiamo il 190 e a questo punto la gentilissima Paola mi rassicura ancora una volta dicendomi che la promozione è attiva ma, per un loro problema tecnico, il primo quarto d’ora di comunicazione giornaliera, è stato erroneamente riconosciuto come traffico fuori soglia.

Stia tranquillo, mi dice Paola, le verranno stornati i dati erroneamente addebitati. :-)

Negli ultimi dieci anni ho auto a che fare diverse volte con il servizio clienti di Vodafone Italia e devo dire che la cortesia e la preparazione degli operatori è davvero ineccepibile.

Devo però confessare una domanda che mi sorge spontanea:
Se non avessi chiamato il 190, Vodafone si sarebbe accorta dell’errore?
Mi avrebbe avvisato e rimborsato?

meditate, gente, meditate …

La Telektron

.. E ripenso alla Telektron, o Teletruffa come la chiamavano quelli della Sip.

Era l’azienda di un ex dipendente Sip, appunto, nata grazie alle sue conoscenze; prendeva appalti dalla società telefonica per l’installazione delle apparecchiature nelle centrali telefoniche in tutta la Liguria.

Eravamo meno di quaranta persone divise in tre settori principali: Centrali urbane e interurbane, Tramissione Dati e Impianti Interni Speciali. E poi c’erano le donne, le bobinatrici, che per lo più restavano in sede a realizzare cablaggi, costruire bobine e ricondizionare i vecchi apparecchi telefonici. Erano i primi anni settanta, l’elettronica stava lentamente sostituendo la tecnologia elettromeccanica e il costo della mano d’opera rendeva ancora conveniente “aggiustare le cose”.

Mio padre era il responsabile del settore Centrali e io fui assunto come apprendista che non avevo ancora diciotto anni . Ero il figlio del capo e per questo ricevevo da lui sonori ceffoni davanti ai colleghi per dimostrare  che ero trattato “come chiunque altro”..

Ma la vita in Telektron era meravigliosa; i lavori ci portavano ovunque in tutta la Liguria. Da Santo Stefano Magra ai Balzi Rossi di Ventimiglia. Spesso si partiva il lunedì mattina col mezzo aziendale carico di materiale e  borse attrezzi e si tornava il venerdì. Eravamo squadrea di due o quattro colleghi e finito il lavoro condividevamo il resto della giornata. Ero il più giovane della truppa e il rapporto coi grandi rafforzava in me grandi amicizie verso gli allora maestri di vita.

Ripenso alla Telektron, quando alla mattina ancora assonnato entravo prima delle otto nel fondo di via Passaggi col pavimento verniciato di rosso e attendevo di conoscere la prossima “missione”.

Li ricordo ancora tuuti i miei colleghi compagni di avventure. Con alcuni condividevo la passione per la musica e passavamo ore a parlare e ad ascoltare mille volte gli stessi pezzi per analizzarli sotto tutti gli aspetti.
Con altri parlavo delle mie insicurerzze di adolescente, delle mie cotte per la ragazza di turno e di come affrontare l’appuntamento di fine settimana.

Ricordo gli autunni e le primavere in riviera o nei paesini magici sulle montagne che separano la Liguria dal Piemonte. Ricordo Molini di Tiora, Arma di Taggia, Dolce Acqua, Vallecrosia,  Pieve di Teco, Nava, Aquila D’Arroscia, Zuccarello, Balestrino, Toirano, Mallare, Pallare, Giusvalla, Mioglia, Piana Crixia, Pareto e poi Torriglia, Montebruno, Fontanigorda, Ottone, San Colombano, Casarza, Carrodano, Aulla, Podenzana. posti belli e meno belli che hanno fatto da cornice per quasi dieci anni dei miei girovagare.

Forse è perché fa parte dei ricordi di gioventù e le cose negative si sono stemperate negli anni ma ripenso a quel periodo come a uno dei più belli della mia vita; denso di ricordi, volti,  sapori, profumi, colori, suoni e gioia di vivere.

Compleanni

Oggi ricorre l’anniversario della nascita di mio papà.
Non lo ricordavo.. Ho letto un post di mia sorella si FB che diceva “auguri, papà.” e sono rimasto più di mezzo minuto a cercare di ricordare chi fosse il papà in questione.

Se n’è andato nel 2002, il 22 giugno; nel giorno in cui mia sorella festeggia il suo di compleanno.

Da allora io ricordo quella data e non più quella di oggi. È strano..

Guida Sicura Dinamica Su Strada GSSS – 3

Sono finalmente riuscito a trovare un po’ di tempo per collegare il mio “fido” navigatore al Mac e scaricare così i percorsi registrati durante il corso.

Qui sotto trovate tre immagini; ciascuna porta alla cartina con evidenziata la strada fatta quel giorno. Io ero nel gruppo dei blu ma penso che le differenze con gli altri due gruppi siano davvero minime.

A chi interessa posso inviare i file in formato GPX in modo da poter gestire autonomamente le tracce.

 

24 settembre 2009

25 settembre 2009

26 settembre 2009